domenica 20 aprile 2025

Stadio: Recensione La Faccia della Donne



Stadio – La Faccia delle Donne (1984)

Recensione

La Faccia delle Donne è il secondo album del gruppo Stadio, pubblicato il 13 marzo 1984. Per molti, però, è considerato il vero esordio della band capitanata da Gaetano Curreri, poiché il precedente Stadio, uscito due anni prima, può essere visto più come una sorta di EP che come un album compiuto.

Lato A

Il vinile si apre con Acqua e Sapone, brano scritto da Vasco Rossi su musica di Curreri, che raggiunse grande notorietà anche grazie all’omonimo film di Carlo Verdone.
Segue Allo stadio, una convincente canzone rock con testo di Luca Carboni, che imprime energia e ritmo.
Dentro le scarpe, anch’essa con testo di Carboni, è intrisa della sonorità luminosa di quegli splendidi anni ’80 della musica italiana.
Chiude il lato A C’è, una perla intrisa di malinconia e memoria, resa ancora più preziosa dall’assolo di Ricky Portera, da sempre uno dei miei chitarristi preferiti.

Lato B

Il secondo lato si apre con Le facce delle donne, brano scritto da Vasco Rossi, che duetta con Curreri. La canzone si può leggere come un dialogo a due voci: Curreri offre una visione poetica della figura femminile, mentre Vasco la interpreta da un punto di vista più concreto e diretto.
Ti senti sola, presentata al Festival di Sanremo, arrivò incredibilmente ultima – forse penalizzata da un ambiente ancora troppo conservatore.
Poi arriva Porno TV, frutto della collaborazione con Lucio Dalla: un piccolo gioiello, sintesi perfetta degli anni ’80, con un riff di chitarra semplicemente geniale. Un pezzo davvero sorprendente.
Chiude l’album Non sai cos’è, dal sapore sospeso, quasi onirico.

Conclusione

La Faccia delle Donne è un disco da avere in versione originale. Un viaggio musicale che testimonia la forza creativa della band e il sodalizio con tanti artisti e amici bolognesi di Curreri. Un album che profuma di epoca e autenticità.


lunedì 7 aprile 2025

EROS RAMAZZOTTI - Cuori Agitati l'album d'esordio



EROS RAMAZZOTTI – Cuori Agitati, l’album d’esordio
Pubblicato il 9 febbraio 1985

Cuori Agitati segna l’esordio discografico di Eros Ramazzotti. All’epoca ero ancora un bambino delle scuole elementari, ma già iniziavo ad allontanarmi dalle sigle dei cartoni animati per avvicinarmi ai primi cantautori. Uno dei primi dischi che ascoltai fu proprio questo.

Devo dire però che, pur avendolo ascoltato con curiosità, non mi colpì subito in pieno, a eccezione di tre brani in particolare. Forse, come accadrà anche con alcuni lavori futuri del cantautore romano, ero ancora troppo piccolo per comprenderne davvero il linguaggio e l’anima.


CUORI AGITATI – RECENSIONE

L’album si compone di 10 tracce e si apre con la title track, Cuori agitati, seguita da Respiro nel blu. Ma è con la terza traccia, Buongiorno bambina, che sentii un’energia nuova: iniziavo a memorizzarne il testo, e quel sound così anni ’80 mi rimase impresso.

La quarta canzone, Ora, è una ballad che richiama ricordi e malinconie. Volare navigare camminare è un brano che forse avrebbe meritato più ascolti da parte mia.

Arriviamo poi a un pezzo iconico: Una storia importante. Una delle mie canzoni preferite in assoluto. Non a caso vorrei includerla in un futuro album di cover che raccoglierà i brani che più amo. Nonostante si classificò solo sesta al Festival di Sanremo, divenne rapidamente una hit internazionale, segnando l’inizio del successo vero per Eros.

Quando l’amore racconta con delicatezza l’innamoramento visto dagli occhi di un ragazzo: lo stupore di un mondo che cambia. Dritto per quell’unica via è una delle tracce che ho sempre apprezzato, anche grazie a quel riff di chitarra non troppo pop, e un testo che arriva dritto.

Libertà libertà è forse passata troppo inosservata, ma ha un messaggio forte, attuale ancora oggi.

Infine, l’album si chiude con Terra promessa, brano con cui Eros vinse il Festival di Sanremo nella sezione Giovani. Fu quello il momento in cui divenne chiaro a tutti che non si trattava di un fuoco di paglia.

Gianluca Scintu

lunedì 31 marzo 2025

Marco Masini: L'omonimo e Malinconia due album che devi avere



Anche se Marco Masini non ha pubblicato nulla di rilevante a livello discografico negli anni '80, entra di diritto nella mia sezione extra, dedicata agli album che consiglio di acquistare o almeno ascoltare in streaming.

In particolare, voglio soffermarmi sui suoi primi due lavori: l’omonimo Marco Masini del 1990 e Malinconoia del 1991. Perché proprio questi? Perché rappresentano un connubio perfetto di ribellione, straordinarie doti vocali e testi di grande spessore.

Marco Masini (1990)

Il debutto discografico di Masini contiene otto tracce e si apre con Vai con lui, seguita da Dentro di te fuori dal mondo, in cui tra gli autori figura anche Paolo Vallesi. Già da questo brano emerge la voce inconfondibile del cantautore fiorentino.

Il successo arriva con Disperato, canzone con cui Masini vince il Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte. Ricordo ancora la sua performance sul palco dell’Ariston: travolgente e intensa.

L’album prosegue con Caro Babbo, una struggente lettera al padre, e culmina con quella che è forse la sua opera più poetica: Ci vorrebbe il mare. Un brano profondo, una vera e propria poesia sulla voglia di vivere e sulla sofferenza, amplificata dall’interpretazione straordinaria di Masini.

Chiudono il disco Le ragazze serie, A cosa pensi e Dal buio, quest’ultima un vero capolavoro da songwriter.

Malinconoia (1991)

A meno di un anno dal debutto, Masini pubblica Malinconoia, album che non solo lo consacra definitivamente, ma riesce persino a introdurre una nuova parola nel vocabolario italiano. Tuttavia, il successo è accompagnato anche da critiche ingiuste, che alimentano la fama di artista maledetto e tormentato.

L’album si apre con una delle sue canzoni più celebri, Perché lo fai, che si classifica terza al Festival di Sanremo 1991. Ricordo bene la prima volta che la ascoltai: pur essendo all’epoca un appassionato di metal, rimasi colpito dalla profondità del testo e dalla potenza della sua voce.

Segue Il niente, un brano che dipinge la realtà di un giovane smarrito in una società vuota e superficiale. Cenerentola innamorata è invece una ballata che richiama perfettamente l’atmosfera degli anni ‘90.

La terza traccia, Che fa da sé, racconta la storia di un ragazzo solo in collegio, mentre la title track Malinconia mette in mostra tutto il talento di Masini, con una voce capace di trasmettere emozioni autentiche e profonde.

Il disco prosegue con Fuori di qui e Ti vorrei, che conservano ancora un forte legame con il sound anni ‘80, e si chiude con due brani di grande intensità: Il giorno dei perdenti e La voglia di morire. Quest’ultima, spesso fraintesa, è in realtà un pezzo di straordinaria sensibilità, troppo profondo per essere compreso da chi si ferma alla superficie.

Conclusione

Questi due album rappresentano il miglior Masini: sincero, crudo, ribelle e incredibilmente poetico. Due lavori che non possono mancare nella collezione di chi ama la musica italiana d’autore.


sabato 29 marzo 2025

I cantautori italiani degli anni ‘80 e il cambiamento della musica d’autore



Negli anni '80, la musica d'autore italiana subì un'evoluzione significativa. I cantautori, che avevano dominato la scena musicale negli anni '70 con testi impegnati e sonorità spesso vicine al folk e al rock progressivo, dovettero confrontarsi con un panorama musicale in rapida trasformazione. L'avvento delle nuove tecnologie, la diffusione della musica elettronica e l'influenza della scena internazionale portarono a una rielaborazione dello stile cantautorale tradizionale.

Uno degli elementi distintivi del decennio fu l'introduzione di sonorità più moderne, grazie all'uso massiccio di sintetizzatori e drum machine. Questo cambiamento si rispecchiò nelle produzioni di artisti già affermati come Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Antonello Venditti e Fabio Concato, che sperimentarono nuove sonorità pur mantenendo la profondità dei testi.

Parallelamente, emersero nuove figure che seppero coniugare l'eredità della canzone d'autore con le innovazioni del periodo. Artisti come Eros Ramazzotti e Raf portarono il cantautorato italiano verso una dimensione più pop e internazionale, mentre cantautori come Ivano Fossati, Franco Battiato  esplorarono contaminazioni con il new wave, la musica elettronica e le sonorità etniche.

Nonostante queste trasformazioni, il decennio mantenne un forte legame con la tradizione della musica d'autore. Le tematiche affrontate nei testi continuarono a spaziare tra amore, politica e introspezione personale, anche se con un linguaggio più immediato e meno criptico rispetto al passato.

L'evoluzione dei cantautori italiani negli anni '80 rappresenta quindi un periodo di transizione cruciale, in cui la musica d'autore riuscì a reinventarsi senza perdere la propria essenza. Questo decennio aprì la strada a nuove generazioni di artisti e contribuì a definire il sound della musica italiana per gli anni a venire.

mercoledì 26 marzo 2025

Fabio Concato e "Domenica Bestiale": una canzone simbolo degli anni '80


Se c'è una canzone che rispecchia la musica italiana degli anni '80, è senz'altro 'Domenica Bestiale' di Fabio Concato. Con quasi mezzo secolo di carriera, il cantautore milanese ha trovato il suo vero successo proprio grazie a questa canzone, che è diventata un tormentone. In una delle sue interviste, Concato racconta che Gino Paoli gli disse che 'Domenica Bestiale' sarebbe diventata per lui ciò che 'Sapore di Sale' era per il cantautore genovese: una croce e delizia. Fabio stesso ha ammesso che per qualche anno non riusciva più a cantarla ai concerti, stanco di suonarla e interpretarla, ma si accorse ben presto che il pubblico era deluso dalla sua assenza in scaletta."

Il Contesto musicale di domenica bestiale degli anni 80'

Nel frattempo, in Italia, nascevano nuove tendenze in salette remote e tra gruppi emergenti dalle cantine, come i Litfiba, con il loro suono dark new wave. Su di loro ci saranno sicuramente articoli a parte e recensioni dei loro dischi, come Desaparecido, 17 Re e Litfiba 3. Tuttavia, anche i cantautori come Fabio Concato cercavano di mantenere viva la tradizione della poesia in musica che da sempre ha caratterizzato la nostra cultura.**

Proprio Concato, attraverso i suoi testi, ha cercato di raccontare con intelligente ironia l'Italia del boom economico, ma anche le sue fragilità e il costante bisogno di amore. Lui stesso ha dichiarato: 'L'amore è la medicina più potente che esista.'

In questo contesto, 'Domenica Bestiale' emerge come un perfetto equilibrio tra modernità e tradizione. Il brano, infatti, unisce sonorità brasiliane a un testo profondo, che narra la storia di un uomo follemente innamorato della sua donna. In una trasmissione su Rai 2, lo stesso Concato spiegò che la canzone era dedicata a sua moglie nei primi tempi della loro frequentazione. È proprio questo mix di ironia e nostalgia, che pervade gran parte della musica italiana degli anni '80, a dare a questo pezzo il suo fascino senza tempo.

Gli anni '80 furono un periodo di grande sperimentazione, ma anche di riscoperta delle radici. 'Domenica Bestiale' incarna perfettamente questa duplice anima."

Ecco una possibile struttura per l'analisi del brano, che si concentra su tutti gli aspetti che hai menzionato:


Analisi del Brano: "Domenica Bestiale"

"Domenica Bestiale" è un brano che mescola sapientemente leggerezza e riflessione. Per chi mastica musica è impossibile non accorgersi della serie di accordi non banali che Concato ha pensato per questa canzone. Inoltre con maggiore attenzione, si scopre un testo profondo, che racconta l'emozione di un uomo innamorato e la bellezza dei piccoli momenti della vita.

Il Testo

Il testo di "Domenica Bestiale" è un gioco tra parole semplici connesse a immagini potenti e di serenità. Luoghi come il lago, la natura, mangiare un fiore, non potrebbero che far pensare a uno stato d'animo sereno del cantautore. Perciò quella voglia di immergersi nella natura assieme a colei che ama, lontani dai rumori della città. Partire presto di domenica mattina, per riuscire a godersi già il lago di mattina, quando ancora il silenzio è il solo protagonista.

Perché è diventata così amata?

La canzone ha conquistato il pubblico per il suo equilibrio perfetto tra ironia e profondità. È diventata una delle canzoni simbolo degli anni '80 non solo per la sua melodia coinvolgente, ma anche per il suo testo universale. La bellezza di "Domenica Bestiale" sta nella sua capacità di essere un inno alla spensieratezza, ma anche un momento di riflessione su quello che davvero conta nella vita. In un'epoca di grandi cambiamenti, la canzone ha saputo toccare il cuore di molte persone, diventando il simbolo di un'Italia che cercava di trovare il proprio equilibrio tra modernità e tradizione.

Conclusione

"Domenica Bestiale" ha segnato un momento fondamentale nella carriera di Fabio Concato, non solo come una delle sue canzoni più amate, ma come un pezzo che ha saputo catturare lo spirito di un'intera generazione. La sua capacità di mescolare ironia, leggerezza e riflessione ha reso il brano un classico senza tempo. 

Due anni più tardi, un altro successo avrebbe consacrato definitivamente Concato tra i grandi della musica italiana: Fiore di Maggio, un brano che, con la sua delicatezza, avrebbe completato il ritratto di un artista capace di unire poesia, profondità e melodie indimenticabili. La carriera di Concato continua a essere un punto di riferimento per chi ama la musica italiana autentica, fatta di emozioni sincere e una visione lucida del mondo.

venerdì 18 novembre 2022

Fabio CONCATO 1984: POESIA in NOSTALGIA


Fabio CONCATO 1984:  POESIA in NOSTALGIA


Fabio Concato 1984

Testi e Musica di Fabio Concato

Ecco la tua recensione revisionata, con una maggiore scorrevolezza e un tocco di affinamento nello stile:


Fabio Concato (1984): Un album tra poesia, nostalgia e amore

Pubblicato nel 1984, Fabio Concato è il quinto album del cantautore milanese. Se due anni prima aveva conquistato il grande pubblico con Domenica Bestiale, questo disco racchiude almeno quattro autentiche perle di assoluta bellezza. È un album carico d’amore, speranza e quella velata malinconia che ha sempre caratterizzato Concato. Una nostalgia dolce, simile a quella che provo anch’io per un passato che non tornerà, ma che rimane indelebile dentro di noi.

Le tracce più significative

  • Fiore di Maggio
    Un capolavoro senza tempo, un brano che sarà cantato anche tra duecento anni. Concato ha rivelato che la scrisse per la nascita della sua primogenita, Carlotta. È una canzone che non mi stancherò mai di ascoltare, cantare e suonare.

  • Ti ricordo ancora
    Un’altra composizione sublime, intrisa di una nostalgia sottile e sincera. Il testo sembra rievocare un amico speciale, forse reale, forse immaginario.

  • Sexy Tango
    "Un volo di basso di gabbiani. Con questo vento così caldo." Una melodia elegante e sensuale, che mette in risalto le straordinarie doti vocali di Concato.

  • Tienimi dentro te
    Un brano che trasmette la paura di essere lasciati, ma anche il legame profondo con una donna che, nonostante la distanza imposta dagli impegni, resta un punto fermo nella vita dell’artista.

  • La nave
    Una melodia dal sapore antico, che evoca l’immagine struggente di una partenza. Lui è incredulo, incapace persino di pronunciare ancora una volta "ti amo".

  • Guido piano
    Ci sono momenti in cui Guido piano diventa la mia canzone preferita in assoluto, non solo tra quelle di Concato. È un'emozione continua, capace di riportarmi a momenti precisi della mia vita. Ogni volta che l’ascolto, mi ritrovo su una spiaggia immensa, in un giorno di febbraio. Un pezzo che mi ha fatto piangere più volte. Grazie, Fabio.

  • Computerino
    Un testo sorprendentemente avanguardistico per l’epoca. Già quasi quarant’anni fa, Concato immaginava un mondo in cui le persone avrebbero interagito attraverso uno schermo, comunicando a migliaia di chilometri di distanza.

  • Quando sarò grande
    Un inno alle nuove generazioni e alla speranza di un mondo migliore.

  • Rosalina
    Un altro successo intramontabile. Il personaggio di Rosalina è ispirato a una persona reale, anche se il nome fu cambiato per rispetto. Il testo, più che ironico, trasuda affetto e autenticità.

  • Festa di mare
    Il mare è una presenza costante nelle canzoni di Concato, un luogo dell’anima a cui torna spesso. Anche Fiore di Maggio ne è un esempio.

Questo album è la dimostrazione della straordinaria capacità di Concato di raccontare la vita con poesia e delicatezza. Un disco da ascoltare e riascoltare, lasciandosi trasportare dalle emozioni.



lunedì 14 novembre 2022

Bollicine Vasco Rossi: PRIMO dei 100 migliori dischi italiani


Testo e Musica: Vasco Rossi

Bollicine è il sesto album pubblicato da Vasco Rossi. Uscito nel 1983, la rivista Rolling Stone Italia l'ha inserito al primo posto dei 100 migliori dischi italiani. Con Bollicine, Vasco Rossi è stato il precursore in Italia di un nuovo modo di scrivere i testi. Parole e frasi dirette con ritornello che ti entra in testa già dal primo ascolto.

Bollicine contiene nove canzoni, nove hit, nove singoli, che se proprio dobbiamo trovare le più famose, ovviamente: Bollicine, vincitrice del Festivalbar del 1983. Il testo narra esplicitamente della bevanda a stelle strisce ''Coca cola''. Qualcuno ha asserito che la parola Coca cola voglia alludere dire ''alla polvere magica''. A seguire ''Una canzone per te'', altro inno di Vasco e di una intera generazione.

Portatemi da Dio: dal sound anni 80, basso sleppatto correlato da un testo dove Vasco si rivolge direttamente al Padre Eterno. Poi c'è Vita Spericolata, da qui forse che nasce il MITO di VASCO ROSSI. Presentata per la prima volta a Sanremo, classificandosi al penultimo posto, ma questo poco importa.

Altre canzoni che ti tenevano incollato ad ascoltare Bollicine: Ultimo domicilio sconosciuto (forse), MI piaci perché.

giovedì 10 novembre 2022

CLAUDIO BAGLIONI: RECENSIONE Questo piccolo grande amore

 


Testi di Claudio Baglioni, musiche di Claudio Baglioni e Antonio Coggio, arrangiamenti e orchestrazioni di Tony Mimms.

L’assenza di Claudio Baglioni tra i 100 dischi italiani più belli di sempre: un’ingiustizia?

Nella lista dei 100 dischi italiani più belli di sempre non compare neanche un album di Claudio Baglioni. Una scelta che trovo piuttosto incredibile, considerando il peso e l’influenza del cantautore nella musica italiana.

Se dovessi indicare un disco rappresentativo della sua carriera, probabilmente non sceglierei Questo piccolo grande amore. Certo, la qualità delle canzoni è notevole, forse persino migliorata rispetto ai suoi lavori precedenti, ma Baglioni ha pubblicato album ben più impattanti ed emozionanti.

Un concept album tra amore e servizio militare

Questo piccolo grande amore è spesso definito un concept album. Oltre a raccontare i primi amori, molti brani riflettono un periodo in cui la leva obbligatoria segnava la vita di tanti giovani.

Negli anni ‘70, i concept album erano una prassi diffusa tra molti artisti. I Pooh, per esempio, ne hanno realizzati diversi, così come molte band progressive italiane e internazionali.

I brani più significativi dell’album

Dal primo ascolto, le canzoni che mi colpirono di più furono:

  • Con tutto l’amore che posso: un brano che anticipa lo stile che Baglioni perfezionerà nei suoi lavori migliori.

  • Questo piccolo grande amore: non ha bisogno di presentazioni, è una delle canzoni più iconiche della musica italiana.

  • Porta Portese: un racconto popolare che richiama l’atmosfera del celebre mercato romano. Nel testo si intuisce che Baglioni è in licenza dal servizio militare.

  • Quanto ti voglio: una canzone che avrebbe potuto trovare spazio anche in altri album del cantautore romano.

Conclusione

Sebbene Questo piccolo grande amore sia un album importante nella discografia di Baglioni, la sua esclusione dalla lista dei 100 migliori dischi italiani sottolinea quanto spesso la critica tenda a sottovalutare il valore artistico e l’impatto emotivo di alcuni cantautori. Baglioni ha saputo raccontare l’amore e la vita con una sensibilità unica, e forse meriterebbe più riconoscimento nelle classifiche storiche della musica italiana.


lunedì 7 novembre 2022

RECENSIONE 9: L'ALBUM più SOFFERTO DI RAMAZZOTTI

 












Eros Ramazzotti / 9 (2003)

Testi e Musica:  Eros Ramazzotti 

 Adelio Cogliati - Claudio Guidetti 

A 3 anni dal successo di Stilelibero, Eros Ramazzotti torna nel 2003 con 9, un album che, oltre a essere un'importante evoluzione musicale, porta con sé un carico emotivo pesante. Il tema centrale dell’album è il travagliato periodo che segue la fine del suo matrimonio con Michelle Hunziker. Molte delle canzoni di 9 parlano di questa fase della sua vita, offrendo uno spaccato intimo e doloroso.

La prima traccia, Un attimo di pace, suona come un grido di aiuto, una richiesta di equilibrio in un periodo turbolento. C’è chi ha interpretato questa canzone come un messaggio contro la guerra, ma, a mio avviso, la sua forza sta nel riflettere un bisogno profondo di serenità interiore.

La seconda traccia, Solo ieri, si apre con la frase che esprime la sofferenza di una separazione: ''Solo ieri c'era lei nei pensieri miei''. Il dolore di Eros è palpabile, e ogni parola sembra una riflessione dolorosa su ciò che è stato e ciò che non c'è più.

La terza canzone, Un'emozione per sempre, è diventata un classico. Originariamente scritta per Alex Baroni, la canzone non fu mai registrata da lui, ma, dopo la sua morte, Eros decise di portarla avanti in suo onore. È un inno alla forza di un'emozione che non svanisce mai, un tema che si fa universale.

Ti vorrei rivivere è un’altra ballad dal forte impatto emotivo, in cui il desiderio di recuperare un amore ormai perso si fa quasi ossessivo. La tristezza per una relazione che non c’è più è il fulcro del brano, ed è facile riconoscere in queste parole la stessa sofferenza di chi non riesce a chiudere davvero un capitolo.

Una delle canzoni che più mi colpiscono di questo album è Il buio ha i tuoi occhi. La forza di questa traccia sta nella sua malinconia senza speranza. Le parole, “Come farò a non guardali più?”, sono cariche di un’emozione che ferisce, un rifiuto di accettare una realtà che sembra invincibile.

L’album prosegue con altre canzoni cariche di significato, come Un'ancora nel vento, Piccola pietra e Mamarà, che raccontano storie di solitudine e di cambiamento, di come la vita possa cambiare in un istante. Poi c’è Canzone per lei, dedicata alla figlia Aurora, una dichiarazione d'amore puro e senza condizioni che rappresenta una piccola luce in un album altrimenti pervaso da dolore.

Non ti prometto niente ci parla di un inizio, di una nuova relazione, ma con la consapevolezza che le promesse fatte a cuor leggero possono essere facilmente infrante. L’album si conclude con Falsa partenza, una traccia struggente che non lascia indifferenti. Se siete in un periodo difficile, probabilmente vi troverete a sentire ogni singola parola come se fosse vostra.

In conclusione, 9 è un album che non lascia scampo. È un racconto sincero e profondo di un artista che attraversa il dolore, ma che non smette di cercare la pace. Un lavoro che merita di essere ascoltato non solo per la sua intensità musicale, ma per la sua capacità di toccare l’anima.

domenica 6 novembre 2022

Fabio Concato (1982) : ''La CONSACRAZIONE''

 


                                                                                  


Fabio Concato / Fabio Concato (1982)

        Testi e Musica di Fabio Concato

Dopo una pausa di tre anni, Fabio Concato torna a pubblicare un nuovo lavoro, lo farà con un album omonimo nel 1982 (non sarà l'unico). Fabio Concato, l'album della notorietà al grande pubblico, grazie soprattutto alla sua Hit ''Domenica Bestiale'', di una bellezza rara, ma che nel corso degli anni lo stesso Concato dirà che per qualche tour si rifiutò di suonarla, perché saturo di cantarla in ogni occasione.

Mio gusto personale amo più l'album successivo ancora come Fabio Concato, pubblicato nel 1984, con le sempre evergreen ''Fiore di Maggio e Guido Piano''. Ma oggi parliamo di questo lavoro eccezionale che ha fatto un'epoca, che rappresenta delle sonorità del cantautore ai massimi artistici.

1.Domenica Bestiale: L'album inizia proprio con la hit di maggior successo assieme alla futura Fiore di Maggio. Che dire, musicalmente ha un arpeggio inziale di rara bellezza, tra l'altro non tanto di facile esecuzione. Il testo a discapito del titolo, parla di romanticismo, di come è bello fare una gita fuori porta di domenica al lago on la propria donna. Senza il caos di una metropoli come Milano sarà più facile nel silenzio della natura dire Ti Amo.!

2. Sulla Strada Romagnola: All'inizio di una relazione il desiderio e la passione sono al massimo per una coppia. Così è bello appartarsi in una strada di campagna, questa volta romagnola.

3. Berlacca: Chitarra rockettara per un testo alternativo.

4. Canto: Un canzone dal sapore swing. Come altri artisti anche Concato intitola una canzone ''Canto''. Cantare una necessità primordiale per l'uomo e per chi soprattutto è un vero artista come Fabio.

5. Severamente Vietato: Un racconto di un viaggio su un treno, quando di fronte a te si incontra uno sconosciuto. Un viaggio che sempre non avere mai fine. Eppure si ha la voglia dinanzi a uno sconosciuto di raccontare un po' della propria vita.

6. Disonesta: Canzone ironica: quando la tua donna ti tradisce con uomini in divisa.

7. Una casa al mare: Mare, una parola utilizzata molte volte da Concato nei suoi testi. Luogo sicuramente molto caro al cantautore.

8. Restiamo Soli: Le sue parole e l'attacco con il piano sono emozione pura. Un bisogno primordiale, quello di rimanere soli con il proprio partner. ''C'è tanta gente e non riesco a parlarti più come vorrei''. Una frase così vera, soprattutto rapportata ai giorni d'oggi, nell'epoca di internet ci dovrebbe far riflettere. Il finale della canzone è un susseguirsi di lodi alla propria amata. Se questo non è amore?

9. Un piccolo vecchio Amore: Dalle sonorità jazz - swing, con un testo dal sapore antico.




sabato 5 novembre 2022

ANGELO BRANDUARDI: Recensione ALLA FIERA DELL'EST



Angelo Branduardi / Alla Fiera dell'Est (1976)

Musica di Angelo Branduardi

Testi di Angelo Branduardi  con la partecipazione di Luisa






 
Ecco l'articolo rivisitato per il blog, rendendolo più fluido e naturale:


Non potevo iniziare le mie recensioni sui Dischi d'Autore senza parlare del terzo album di Angelo Branduardi, Alla Fiera dell'Est. Quante volte ho ascoltato questo disco? Non saprei dirlo, ma ogni volta che lo metto su, è come tornare a casa. Branduardi, con il suo mix di poesia e musica, ha il potere di portarci in un tempo che non esiste più, ma che riesce a restare vivido grazie alle sue canzoni. Ogni traccia ti prende per mano e ti conduce, con delicatezza e intensità, in un mondo lontano.

Come sempre, ci sono alcune canzoni che mi colpiscono particolarmente. La favola degli Aironi, Il Dono del Cervo, Sotto il Tiglio e Canzone del Rimpianto sono quelle che ascolto più spesso, ma andiamo per gradi e vediamo insieme come si sviluppano le singole tracce di questo album che, a mio avviso, è uno dei suoi lavori più belli.

  1. Alla Fiera dell'Est
    Probabilmente la canzone più famosa di Branduardi, che molti definiscono una filastrocca. Personalmente, trovo che definirla così sia riduttivo. La sua melodia trascina l’ascoltatore in un mondo in cui il tempo non ha più la stessa importanza, un mondo che prende vita grazie a parole che si intrecciano con il ritmo come una danza.

  2. La Favola degli Aironi
    Un’atmosfera che definire magica è poco. Qui Branduardi riesce a raccontarci una storia che evoca solitudine, speranza e ricerca. Un uomo che guarda lontano, verso un orizzonte che si dissolve man mano che gli aironi volano nel cielo. La canzone sembra volerci dire che, a volte, la ricerca è un cammino che non ha mai una fine, ma ci regala sempre qualcosa di nuovo.

  3. Il Vecchio e la Farfalla
    Questa canzone racconta di un vecchio e di una quercia, di un tetto sicuro per la notte, e di come il corpo del vecchio si trasformi in una farfalla. Un racconto che incarna il ciclo della vita, con la sua delicatezza e la sua forza, mentre Branduardi mescola il tempo che passa con l’immagine di un cambiamento che è sia fisico che simbolico.

  4. Canzone per Sarah
    L’introduzione di questa canzone evoca subito l’immagine di una calda sera d’estate in campagna, un paesaggio che pare fermarsi per un istante. È una canzone che parla di amore, ma lo fa in modo delicato e senza fronzoli, quasi come se il semplice sussurro del vento tra gli alberi bastasse a raccontare il sentimento.

  5. La Serie dei Numeri
    Ispirata a un canto bretone, questa canzone ha un finale esplosivo, capace di lasciare un’impronta indelebile. Il suo ritmo travolgente, che aumenta gradualmente, ci fa entrare nel pieno della cultura popolare, mentre il testo, enigmatico e affascinante, ci invita a riflettere sul significato profondo di ogni numero.

  6. Il Dono del Cervo
    Una delle tracce più emozionanti di Branduardi. Il testo e la musica sembrano un tuffo nel Medioevo, tra soldati, cacciatori e il Signore del Feudo. Una canzone che, con la sua intensità, ci porta indietro nel tempo, dove ogni gesto, ogni parola, aveva un peso diverso, più forte e più significativo.

  7. Il Funerale
    Il tema della morte non è nuovo per Branduardi, che spesso si ispira alla cultura celtica, pagana e medievale. In questa canzone, l’inizio lungo e meditativo ci prepara a un viaggio ultraterreno, dove il suono delle sue parole sembra diventare la guida di un cammino che non ha più un ritorno. La sua voce, unica e riconoscibile, arriva dopo un silenzio che ci prepara al mistero e alla riflessione.

  8. L’Uomo e la Nuvola
    Un amore giovanile e delicato, raccontato con una profondità che va oltre le parole. Branduardi, all’inizio della sua carriera, la proponeva come prima canzone dei suoi concerti, ed è facile capire perché. Il suo messaggio è universale, ma riesce a toccare in modo personale chiunque ascolti.

  9. Sotto il Tiglio
    A distanza di più di 25 anni dal suo primo ascolto, questa canzone continua a regalarmi un senso di pace. Ogni volta che la sento, mi sembra di essere trasportato in un bosco, da solo, in completa sintonia con la natura. È un invito a fermarsi, a respirare e a lasciarsi andare.

  10. Canzone del Rimpianto
    Una canzone che sprigiona malinconia, un misto di dolce e amaro. Parla di rimpianto, di ciò che si è perso e che non tornerà più, ma lo fa con una delicatezza che non lascia spazio alla tristezza fine a sé stessa, piuttosto alla riflessione.

Ecco, questo è Alla Fiera dell'Est. Un album che mi accompagna da anni e che, ad ogni ascolto, continua a regalarci emozioni nuove. Cosa ne pensi? Qual è la tua canzone preferita?


DISCHI D'AUTORE: Le RECENSIONI di un CANTAUTORE


Dischi d'Autore" è il mio angolo dove posso finalmente immergermi nella musica, la mia passione più grande. Qui scriverò delle mie recensioni, partendo da uno sconosciuto cantautore che nel 2010 ha pubblicato il suo unico album autoprodotto, Il Parco.

Ma quali dischi andrò a recensire? Parlerò dei lavori musicali di alcuni dei cantautori italiani che hanno definito un’epoca, quella degli anni '80. So bene che non tutti apprezzeranno questa nicchia musicale, ma non mi importa. Lo faccio per me stesso, per la passione che ho dentro. Se qualcun altro vorrà ascoltare e condividerà le mie opinioni, tanto meglio.

La musica e gli artisti più importanti nella mia vita: Fino ai 13 anni, ascoltavo tutto quello che passava alla radio e in TV: Sanremo, il Festival Bar, il mitico Disco Ring. Ma già allora avevo le mie canzoni preferite, come Storie di tutti i giorni di Riccardo Fogli e Una Storia Importante di Eros Ramazzotti.

Il primo album che ho ascoltato in maniera completa è stato In certi momenti di Eros Ramazzotti, e da lì ho scoperto anche i suoi album precedenti. Ma il vero cambiamento è arrivato nel 1990, grazie a una rivista di un amico che vendeva musicassette. Qui scoprii un gruppo con un nome strano, Nirvana. Ordinai subito il loro album Bleach. Non capivo l'inglese, ma la voce del cantante mi affascinò talmente tanto che iniziai a cercare altre informazioni. Poi nel 1991, quando uscì su MTV il video di Smells Like Teen Spirit, capii che quello era il mio genere. La musica grunge mi dava emozioni che nessun altro artista mi aveva mai regalato.

In parallelo, scoprii anche band come Soundgarden, Alice in Chains, Pearl Jam e altri ancora, e mi avvicinai anche al metal, con i Metallica, Iron Maiden e Helloween. La voce di Michael Kiske, in particolare, mi colpì profondamente. Ma nonostante questa passione per i suoni più duri, il mio lato melodico non mi ha mai abbandonato. Ecco che nel 1991 arrivarono gli 883 con l’album Hanno ucciso l’Uomo Ragno. Ogni canzone di Max Pezzali mi parlava e mi rispecchiava, e ogni loro nuovo lavoro diventava per me una tappa importante.

Negli anni '90, un album che mi colpì profondamente fu Shadow of the Moon dei Blackmore's Night, un lavoro che mischiava sonorità celtiche e medievali, capitanato da Ritchie Blackmore. Intanto, cominciai ad ascoltare Angelo Branduardi, di cui acquistai rapidamente i dischi più belli, che diventarono anch'essi una parte importante delle mie emozioni musicali.

Ai primi del 2000, mi avvicinai al power metal e anche al black metal. In questo periodo, grazie anche a piattaforme come Napster e Kazaa, riuscivo a trovare tantissimi album, ma pochi mi emozionavano davvero. Un lavoro che, però, rimase nei miei cuori fu Avantasia, scritto dal cantante metal Tobias Sammet, che diventò uno dei miei album preferiti.

A partire dalla fine degli anni '90 fino al 2002, la musica celtica prese posto nel mio cuore, e ho continuato a comprare album di artisti celtici. La mia ricerca musicale mi portò anche verso Jeff Buckley, fino a una vera e propria svolta, grazie a un amico di nome Stefano, che mi fece conoscere Fabrizio De André. Fino ad allora, avevo sempre avuto delle riserve sui cantautori, ma De André mi aprì un mondo nuovo. Il primo album che ascoltai fu Non all'amore, né al denaro, né al cielo, e ne rimasi folgorato. Da quel momento in poi, mi resi conto che avevo sempre fatto parte del mondo dei cantautori, anche se per un periodo avevo cercato di nasconderlo dietro il rock.

Nel 2008 scoprii un altro artista incredibile: City and Colour, un cantautore canadese che con l’album Bring Me Your Love mi colpì profondamente. Probabilmente sono stato uno dei primi a scoprire il suo talento in Italia, e non mancherò di parlarne nel blog.

Infine, a partire dal 2019, una nuova svolta musicale mi ha portato a riscoprire Fabio Concato, un cantautore che fino ad allora avevo conosciuto solo per le sue hit più famose. Ma da quando ho iniziato ad ascoltarlo con più attenzione, è diventato il mio cantautore preferito. Non c’è giorno che non ascolti almeno un suo album, compresi i suoi lavori più vecchi.

Conclusioni: Probabilmente ho dimenticato qualche gruppo e artista, ma era impossibile citarli tutti. Tuttavia, nel blog troverete anche altri cantautori che non ho menzionato qui.

Buona Musica!

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